artisti - artists

 

Titolo:ADIUS
Autore: ANDREA CONTIN
Sede: FACTORY-ART contemporanea via Duca d'Aosta, 6/a 34121 TRIESTE
Inaugurazione: Giovedì 9 ottobre 2008 ore 18.30
Durata: 9 ottobre_15 novembre 2008
Orario: martedì - sabato 17>20
Info: tel: +39 040 314 452 / www.factory-art.com
mail: info@factory-art.com

The gallery FACTORY-ART contemporanea is pleased to presents ADIUS, solo exhibition of the artist ANDREA CONTIN, which collects a series of unpublished works ranging from video to sculpture to drawing. ADIUS is a song by Piero Ciampi, poet of Leghorn, anarchist in the art and life: a desperate goodbye, a violent invective to affirm the primacy of the utopias on the reality." It is also the title of this solo exhibition of Andrea Contin, artist always enemy of rhetoric and that just in Piero Ciampi he found the model and the pretext for an incursion in the minefield of emotions. Or rather worse: of the heart! Just from a verse of this song - pompously dramatic to the beginning to prepare the disruptive effect of "Fuck off" in the refrain - comes the video "... a red heart lies inert on the road and a cat eat it between indifferent people". A literal homage with cat and heart, a verse that becomes image and title but also declaration of intent. It speaks of feelings, abandons and senses, but it no transfers to the melenso nor romantic. A heart changes matter and trasformes itself through the transition from blow glass to river's stone until the maturity of feelings. A heartbeat, which is first of all scanning rhythm that alters the state of mind, comes alive from a container which stops the istant of death and maintains it in life. One scarecrow, with clothes and features of the artist, remembers us, imposing and ironic, the empty of feelings that comes from refusal. A Neapolitan melodic song caresses us with his innate melancholy. And a series of drawings on the wall rotate freely around a parrot, stuffed bird with the little broken neck, tutelary deity of the exhibition.

The exhibition is accompanied by a love letter of Lara Facci, a text of Tatiana Carelli and a new song by Lello Giuliano. The glasses are made by Master Silvano Signoretto Murano (www.silvanosignoretto.com), the Scarecrow is made by tailoring Lister Social Trieste (sartoriasociale@gmail.com), the heartbeat is produced by sound designer Joseph D'Alessandro for the project Organikit of TAJIbpm (www.myspace.com / giuseppedalessandro - www.myspace.com / tajibpm).

Opening Preview Thursday 9th october 18.30pm

 

La galleria FACTORY-ART contemporanea presenta ADIUS, mostra personale dell’artista ANDREA CONTIN, che raccoglie una serie di lavori inediti cha vanno dal video alla scultura all’installazione al disegno.

"ADIUS è una canzone di Piero Ciampi, poeta livornese, anarchico nell’arte e nella vita: un addio disperato, un’invettiva violenta tesa ad affermare la supremazia delle utopie sulla realtà”. Ed è anche il titolo di questa personale di Andrea Contin, artista da sempre nemico della retorica e che proprio in Piero Ciampi trova il modello e  il pretesto per un’incursione nel campo minato dei sentimenti. Anzi peggio: del cuore! Proprio da un verso di questa canzone, pomposamente drammatica all’inizio per preparare l’effetto dirompente del “vaffanculo” nel refrain, nasce il video ...un cuore giace inerte rossastro sulla strada e un gatto se lo mangia tra gente indifferente. Un omaggio letterale con gatto e cuore, un verso che diventa immagine e titolo ma anche dichiarazione d’intenti. Si parla di sentimenti, abbandoni e sensi, ma non si cede al melenso né al romantico. Un cuore cambia materia e si trasforma, attraverso il passaggio dal vetro soffiato al sasso di fiume fino alla maturità dei sentimenti. Un battito cardiaco, che è prima di tutto scansione ritmica che altera lo stato d’animo, ci arriva vivo da un contenitore che ferma l’attimo della morte e lo mantiene in vita. Uno spaventapasseri con gli abiti e le fattezze sommarie dell’artista ci ricorda, imponente ed ironico, l’inaridimento che viene dal rifiuto. Una canzone melodica napoletana ci accarezza con la sua innata malinconia. E una serie di disegni ruota liberamente sulla parete attorno ad un pappagallo, uccello impagliato col collo un po’ rotto, nume tutelare dell’esibizione.

Accompagnano la mostra una lettera d’amore di Lara Facco, un testo di Tatiana Carelli e una canzone inedita di Lello Giuliano.

I vetri sono realizzati dal Maestro Silvano Signoretto di Murano (www.silvanosignoretto.com), lo spaventapasseri è di Lister Sartoria Sociale di Trieste (sartoriasociale@gmail.com), il battito cardiaco è realizzato dal sound designer Giuseppe D’Alessandro per il progetto Organikit di TAJIbpm www.myspace.com/giuseppedalessandro - www.myspace.com/tajibpm.


ANDREA CONTIN
E' nato Padova nel 1971. Vive e lavora a Milano. www.myspace.com/andreacontin

Artista irriverente, è autore di video, oggetti, installazioni e performance la cui intenzione concettuale viene espressa all'insegna della sintesi rigorosa e dell'ironia, secondo meccanismi comunicativi moderni e massmediatici, che uniscono ai codici verbali quelli estetici e visivi.

Alfredo Sigolo

 

Artista anomalo, inventa operazioni che sono forme e figure di superamento dell’arte (...). Generalmente mette in atto delle sequenze che imitano le stesse sequenze che si verificano nella vita, sicché opera quelle che si potrebbero chiamare delle copie dal vero, senza che queste abbiano esigenze di rappresentazione, non essendo rappresentazioni ma assolutamente vere e proprie azioni. La lettura ne osserva il piano fantasmatico, in tanto in quanto esse diventano dei tagli di vita che si lasciano rivivere come tagli, come prelievi scenici e ready-made di soggettistica del quotidiano. Contin vive l’arte in trasparenza con la quotidianità qualunque della vita, sicché si prende il massimo rischio dell’interferenza. Forse è un caso, ma anche nella quantistica è l’interferenza il principio che fa funzionare le cose, un po’ come succede nell’arte dove tutte le opere sono conoscibili sulla base dell’interferenza che le intreccia, le intercetta e le omologa, per cui ognuno di noi può, nel medesimo tempo e nel medesimo investimento, entrare e uscire nello stesso momento dentro e fuori da molte opere d’arte.

Salvatore Fazia  

 

Ha esposto in numerose esposizioni in Italia e all’estero.

Tra le personali si ricordano quelle alle Scuderie di Palazzo Moroni a Padova e alla galleria UnimediaModern di Genova nel 2006, alla galleria Dispari&Dispari Project di Reggio Emilia nel 2004, a Circuit Association d'Art Contemporaine a Losanna nel 2003, alla galleria Arte & Ricambi di  Verona nel 2002, alla Placentia Arte di Piacenza nel 2001 e alla Loft Arte di Valdagno nel 2000. Tra le collettive e le rassegne si ricordano in Italia quelle allaFondazione Sandretto Re Rebaudengo, alla Società Promotrice delle Belle Arti e al Centre Culturel Français a Torino, alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, ai Musei Civici agli Eremitani di Padova, a viafarini e alla galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea a Milano; all’estero alla Prague Biennale 2 a Praga, al Mama di Rotterdam, al Kultfabrik di Monaco di Baviera, al Belef. Belgrad Summer Festival di Belgrado e alla Galerie Gianluca Ranzi di Anversa.